Elmetto da cavallo

L'elmetto impreziosito da decorazioni a intaglio è opera di Pompeo della Cesa, uno dei più grandi cesellatori d’armi del Cinquecento.

L'elmetto in acciaio, opera di Pompeo della Cesa, fa parte di una piccola armatura da cavallo e da piede appartenuta a Renato Borromeo. Impreziosito da decorazioni a intaglio con motivi di nastri intrecciati, formelle, anelli, figure allegoriche, morsi equini e trofei dorati che spiccano sullo sfondo granito e annerito, l'elmo di manifattura bresciana risale alla fine del Cinquecento.

La collezione

L'opera

L’elmo appartiene a un’armatura realizzata verosimilmente per Renato I Borromeo che, alla fine del Cinquecento, fu capitano di eserciti e ambasciatore presso il re di Spagna Filippo III. Era cugino di San Carlo Borromeo e fratello del celebre cardinale Federico. L’elmo è decorato da una serie di fasce incise, separate da listelli non lavorati. Nelle formelle sono raffigurati diversi simboli che rimandano allo stemma della famiglia Borromeo come il liocorno, il
morso equino e la parola “Humilitas”, motto di San Carlo riferito all’umiltà con cui ci si deve avvicinare al cospetto di Dio.

La decorazione dell’elmo è stata eseguita con incisioni realizzate con la tecnica dell’acquaforte e successivamente
in parte scurite e dorate da parte di Pompeo della Cesa, documentato come “armaiolo regio” di Filippo II nel Castello Sforzesco di Milano, e definito il maggiore artefice tra i cesellatori d’armi attivi negli ultimi decenni del Cinquecento.