Resti di armatura da cavallo

L’armatura da cavallo composita, risalente alla fine del Cinquecento, è decorata con motivi vegetali a rilievo su fondo annerito.

L'armatura da cavallo è composta da pezzi di provenienza differente anche se in stile perfettamente compatibile. Le particolari decorazioni con liste ornate a trofei e motivi vegetali, tipiche della manifattura lombarda cinquecentesca, costituiscono infatti l'elemento distintivo che unisce e caratterizza le diverse parti tra di loro indipendenti costruendo, così, un effetto evocativo d'insieme.

La collezione

L'opera

Questa armatura da cavallo composita, risultato di un assemblaggio di pezzi di provenienza differente anche se compatibili per stile e per cronologia, è un chiaro esempio del gusto collezionistico di Gian Giacomo Poldi Pezzoli - cui è intitolato il Museo in cui l’opera è conservata - che, appassionato di arti decorative, nutriva anche un particolare interesse per la ricostruzione dell’effetto evocativo e d’insieme.

Quasi ogni pezzo di questa armatura ha una provenienza indipendente rispetto agli altri, ma tutti presentano lo stesso tipo di decorazione con liste ornate a trofei e motivi vegetali a leggero rilievo su fondo annerito. La schiena presenta sirene e medaglioni tra i quali si riconoscono donne acconciate secondo la moda dell’epoca, mentre sui due
spallacci si vedono rispettivamente un bue e una “T”, frequente sulle armi italiane del Cinquecento per indicare la provenienza dall’Italia settentrionale.