Madama Butterfly

Tragedia lirica in tre atti.
Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa.
Musica di Giacomo PUCCINI.
Prima esecuzione: 17 febbraio 1904, Milano.

Durante il soggiorno a Nagasaki, Pinkerton, Ufficiale della Marina Americana, sposa la geisha Cio-Cio-San (Madama Butterfly). Il matrimonio però per l'americano è solo un gioco, diversamente da Butterfly che si è innamorata sinceramente di lui, tanto da rinnegare fede e famiglia. Dopo essere sparito per anni, l’ufficiale torna in Giappone, ma questa volta accompagnato da una nuova moglie, e Butterfly, profondamente disillusa, si uccide con un pugnale che le trafigge il petto.

Uno dei brani più celebri della storia della lirica, che rappresenta il momento più tragico della vicenda della giovane geisha Cio-Cio-San in cui invoca il ritorno dell’amato Pinkerton, tornato in America per sposare un’altra donna: un canto di lancinante speranza, che purtroppo si rivelerà un’illusione e nulla più.

Cio-Cio-San (Madame Butterfly) è una geisha giapponese sedotta e abbandonata dall’ufficiale americano Pinkerton. Dopo aver avuto un figlio da lui, aspetta per tutta la vita il suo ritorno, ma lui tornerà da lei soltanto per portarle via il bambino. Con le sue eroine fragili e risolute, disperate e combattive, Puccini è passato alla storia come il più sensibile osservatore e interprete dell’universo femminile.

Giacomo Puccini
(1858-1924)

Giacomo Puccini, originario di Lucca, è considerato uno dei massimi operisti della storia. Nelle sue opere le donne hanno sempre avuto un ruolo centrale nell'espressione della sua arte e della sua creatività, a partire dai titoli delle sue opere, sempre declinati al femminile: Bohème, Madama Butterfly, Turandot, Tosca... E' proprio l'universo femminile infatti, con i suoi dolori, le passioni, le angosce, le nevrosi, a ispirare la musica di Puccini, che, come nessuno mai, è riuscita a cogliere le infinite sfaccettature dell'animo femminile e a trasferire in melodia il suo amore profondo per la donna.

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